GILERA 175

Per i più esigenti

La classe 175, negli anni 50, gode di grande favore fra gli utenti del mezzo a motore a due ruote. In questi anni la gran parte delle case costruttrici presenti sul mercato ha in listino almeno un modello con questa cilindrata. Ai modelli più sportivi di 175cc viene spesso affidato il compito di rappresentare e pubblicizzare le rispettive marche nelle competizioni minori di velocità e in quelle di regolarità. Il continuo progresso della tecnica ha fatto si che i più evoluti fra questi mezzi , abbiano prestazioni di poco inferiori alle più blasonate 250 e 500 ,che nell’immediato secondo dopoguerra sono i mezzi più rappresentativi fra le case italiane

Nel 1956 ,in Gilera,prosegue ulteriormente lo sviluppo del motore nato con la 125 del ‘49. La naturale evoluzione dell’ormai collaudato motore 150cc ,avviene infatti portando la corsa del pistone da 54 a 61mm utilizzando un nuovo albero motore e mantenendo inalterato l’alessaggio a 60mm. In questo modo viene raggiunta la cilindrata di 172cc, la Gilera può cosi entrare (o rientrare se si considera la parentesi del 1934) nella classe regina delle motoleggere.

La 175 Sport

Il progetto prevede un nuovo carter motore che mantiene la classica conformazione “ovoidale” della 150, ancora con un lato cieco e con organi elettrici,ruttore,frizione e trasmissione secondaria accorpati sul lato sinistro. Esternamente presenta, sempre rispetto alla 150,una coppa dell’olio maggiorata e di forma più squadrata con alettatura verticale sulla parte anteriore. All’ interno del motore, la novità più evidente riguarda l’adozione di un terzo supporto di banco sul lato della trasmissione primaria. Un basamento molto simile si era già visto l’anno prima sulla poco nota Gilera 150V (175cc) ,modello costruito in pochissimi esemplari per le competizioni su strada.

una 175 Sport del 1956 -collezione Lazzarini-

La linea della nuova moto è simile a quella della contemporanea 150 con telaio nero e serbatoio completamente rosso. Quest’ultimo presenta una capienza maggiorata a 19 litri ed ha uno sviluppo più accentuato verso il basso, andando a coprire la parte superiore del gruppo termico. Il parafango anteriore ha un disegno più snello ed è meno avvolgente rispetto ai modelli 150cc che l’hanno preceduta . Il sellone lungo ed il manubrio abbassato concorrono a dare una linea sportiva alla nuova macchina. La moto è comunque disponibile anche in versione più turistica con sella singola e serbatoio di dimensioni più contenute definita GT (Gran turismo) ,a partire dalla quale viene allestito anche un modello militare riconoscibile dalla livrea integralmente di colore verde. Da segnalare inoltre il modello da regolarità. La punta velocistica della 175cc viene data in 115 Km/h

La 175 Extra

Nel 1957,dopo un solo anno di produzione della sport viene portato a termine il progetto per un nuovo modello da 175cc. Il carter motore viene ridisegnato completamente e beneficia degli accorgimenti che da qualche anno sono stati adottati sulla 300 bicilindrica. Proprio la grande similitudine con il motore della 300 Extra fa si che il nuovo modello venga a sua volta denominato 175 Extra. L’unica parte che rimane inalterata rispetto al motore presentato nel 1956 è rappresentata dal gruppo termico oltre che dalla parte elettrica,tutto il resto è completamente nuovo. Internamente,viene adottata una trasmissione primaria a catena duplex abbinata ad una frizione in bagno d’olio. Sempre sul lato sinistro del carter , l’albero motore aziona il comando della distribuzione attraverso un ingranaggio in materiale plastico che essendo posizionato anteriormente rispetto al cilindro, determina la caratteristica forma con protuberanza del carter frizione. Un altro elemento che permette di riconoscere dall’esterno il nuovo motore riguarda l’alettatura della coppa dell’olio che si presenta parallela al terreno invece che verticale come sul modello Sport. Il Ruttore e la dinamo, assieme al meccanismo per l’avviamento che è coassiale al pignone catena, trovano invece posto sul lato destro della macchina in due alloggiamenti separati, così come risulta diviso in due parti il carter che li ricopre. Come nel motore da 300 cc le forcelle del cambio a 4 velocità lavorano curiosamente all’interno di gole ricavate fresando direttamente la dentatura degli ingranaggi. Le migliorie apportate alla trasmissione ed al cambio rendono quest’ultimo più preciso e silenzioso anche se forse un po’ più fragile e di non facile messa a punto. Un grosso merito va alla frizione in bagno d’olio che permette finalmente di scollegare gli ingranaggi del cambio dall’albero motore passando da una marcia all’altra. Su tutta la produzione precedente infatti,la frizione a secco era solidale al pignone della catena ed in fase di cambio marcia escludeva solo la parte finale della trasmissione ( solo il pignone quindi) mentre entrambi gli alberi del cambio continuavano a girare alla stessa velocità.

Una 175 Extra del 1957 -collezione Lazzarini-

Esteriormente La 175 extra si presenta tutta nera con motivi rossi sui lati del serbatoio. Guadagna inoltre una ruota posteriore con cerchio da 2.25 pollici, con tamburo centrale che incorpora la presa per il contachilometri . La culla aperta del telaio presenta nella parte anteriore due piastre aggiuntive di nuovo disegno in corrispondenza del fissaggio del motore,questo soprattutto per facilitare le operazioni di montaggio e smontaggio dello stesso. Lo scarico viene inoltre spostato sul lato destro della moto.

La Gran Turismo

La stessa combinazione cromatica viene nel frattempo adottata anche sulla 175 GT che mantiene però il vecchio motore nato nel 1956 ed è dotata di cerchi e scarico in acciaio anziché in alluminio. Il manubrio è inoltre di conformazione leggermente più turistica.

Una 175 GT del 1958 -collezione Lazzarini-
La 175 GT in un dépliant dell’epoca

La Rossa Extra

Come avvenuto anche per la 125 e la 150 del medesimo periodo ,la 175 viene presentata anche in versione “rossa” . Il modello viene denominato 175 Rossa Extra e rappresenta il massimo che la Gilera di fine anni 50 può offrire in termini di sportività.

La colorazione è totalmente rossa con serbatoio color panna e motivi rossi sui fianchi,il manubrio è sportivo in due pezzi e lo scarico presenta la soluzione estetico-sportiva di due silenziatori sovrapposti. Il parafango anteriore torna ad essere più avvolgente . La velocità massima rimane invariata rispetto alla Extra e si attesta sui 118 Km/h. Dal 1959 al 1960,ultimo anno di produzione ,anche la Rossa Extra viene dotata come le sorelle minori di manubrio più convenzionale in tubo e di sella unificata a quella della neonata serie Giubileo.

Una 175 Rossa Extra della fine degli anni 50 -collezione Lazzarini-
La 175 Rossa Extra come descritta in una brochure del 1958

L’ultima versione

Nel 1959 avviene l’ultima evoluzione della 175 sport che interessa praticamente solo l’estetica della moto. Il propulsore infatti rimane quello della prima 175cc prodotta,la ciclistica è dipinta totalmente in rosso mentre il serbatoio è lo stesso del contemporaneo modello 150 Sport. Quest’ultimo presenta una combinazione cromatica piuttosto ricercata che richiama quella adottata sulla 98 Giubileo presentata lo stesso anno. Anche la sella è molto simile a quella della nuova motoleggera nata per festeggiare i 50 anni di storia Gilera.